Premi di studio Fondazione Carisbo 2025: i vincitori e i saggi

Con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
L’Istituto Regionale di Studi Sociali e Politici “Alcide De Gasperi” e il Center for Constitutional Studies and Democratic Development (CCSDD) dell’Università Johns Hopkins – SAIS Europe di Bologna, con il contributo determinante della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, hanno promosso nel 2025 due premi di studio rivolti a giovani studiosi a livello nazionale, invitati a produrre saggi originali e inediti su temi di alta rilevanza politica e istituzionale. Il progetto si è concluso con le cerimonie di premiazione del 28 maggio e del 19 dicembre 2025.
Premio di Studio in memoria di Domenico Cella – “Costituzione, sistema delle autonomie, regionalismo”
Il premio, dedicato alla memoria di Domenico Cella, già presidente dell’Istituto De Gasperi, ha inteso sostenere ricerche sul processo di formazione della Costituzione italiana, sulle difficoltà della sua attuazione e sulle sfide legate agli Enti locali e all’autonomia differenziata delle Regioni. La selezione è stata affidata a una Commissione presieduta dal prof. Justin O. Frosini. Sono risultati vincitori Lidia Bonifati e Fulvio Leonzio; la cerimonia di premiazione si è svolta il 28 maggio 2025.
Premio di Studio “Attualità delle idee di Alcide De Gasperi per il futuro dell’Unione europea”
Promosso in occasione dei 70 anni dalla scomparsa dello statista trentino, il premio ha mirato ad approfondire il ruolo di De Gasperi nell’avvio dell’integrazione europea e l’attualità della sua visione, in una fase di scelte decisive per l’Unione, a partire dalla difesa comune. La valutazione è stata affidata a una Commissione scientifica presieduta dal prof. Mark Gilbert (Johns Hopkins University – SAIS Europe). Il vincitore è Michele Bellini, premiato il 19 dicembre 2025 a Bologna, a Palazzo d’Accursio, nell’ambito della rassegna dedicata ad Alcide De Gasperi. Il premio è stato consegnato da Romano Prodi, già Presidente della Commissione europea e del Consiglio dei Ministri; sono intervenuti Giorgio Tonelli, presidente dell’Istituto De Gasperi, Carlo Monti, socio della Fondazione Carisbo, e il prof. Justin Frosini, direttore del CCSDD.
I saggi vincitori
Michele Bellini – “Attualità delle idee di Alcide De Gasperi per il futuro dell’Unione europea”
Il saggio di Michele Bellini muove da una constatazione: nel 2025 il progetto europeo attraversa la fase più critica della sua storia, con i principi su cui si fonda l’Unione – interdipendenza economica, primato del diritto, alleanza atlantica, multilateralismo – messi in discussione. Da qui la domanda su quale contributo abbia dato Alcide De Gasperi all’integrazione europea e in che misura il suo pensiero possa ancora orientarne il futuro.
La prima parte ricostruisce i cardini della visione degasperiana: il rapporto tra fede e laicità, l’equilibrio tra realismo politico e slancio ideale, il senso dell’urgenza storica che lo portò a promuovere l’articolo 38 del Trattato CED e il progetto di Comunità Politica Europea, la centralità della democrazia parlamentare, la pedagogia politica, un’autonomia “oltre i confini” maturata nell’esperienza trentina e una concezione della sovranità come strumento al servizio delle persone.
La seconda parte, dopo aver delineato un contesto profondamente mutato – crisi della democrazia parlamentare, frattura con gli Stati Uniti, nuovi equilibri demografici e di potenza, distanza dalle guerre mondiali, crisi delle comunità e pervasività della tecnica – propone sette “lezioni degasperiane”: essere «fanatici della democrazia», rifondare le élite europee, affiancare al metodo Monnet un “metodo De Gasperi” propositivo, aprire un nuovo momento costituente con un’Europa a cerchi concentrici, fare della difesa comune la via all’unità politica, ritrovare il «soffio vitale» e la memoria, praticare una «sana laicità». L’autore conclude che De Gasperi va letto non come modello da riprodurre, ma come bussola culturale e morale per percorrere la «strada lunga e difficile» dell’unità europea.
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Lidia Bonifati – “Il regionalismo asimmetrico alla prova delle corti: il caso italiano in prospettiva comparata”
Il contributo di Lidia Bonifati indaga un tema rimasto ai margini degli studi sul federalismo: il ruolo delle corti costituzionali nei sistemi regionali asimmetrici, cioè negli ordinamenti in cui le unità territoriali godono, per scelta costituzionale, di gradi diversi di autonomia, con l’obiettivo di contestualizzare il dibattito italiano sull’autonomia differenziata.
Dopo un inquadramento della dottrina comparata, il saggio mette a confronto la Corte costituzionale italiana e il Tribunale costituzionale spagnolo. Per l’Italia ricostruisce la giurisprudenza che ha tutelato la specialità delle autonomie speciali, fondata sul principio di cooperazione bilaterale e sulle commissioni paritetiche, e la svolta successiva alla riforma del Titolo V del 2001, quando – in particolare durante la crisi economica e la pandemia – la Corte ha sostenuto la legislazione statale riducendo gli spazi di asimmetria; esamina poi la sentenza n. 192 del 2024 sulla legge n. 86/2024. Per la Spagna analizza il passaggio da una giurisprudenza inizialmente equilibrata a un deciso orientamento accentratore, culminato nella sentenza n. 31 del 2010 sullo Statuto catalano.
La conclusione è che entrambe le corti hanno generalmente favorito la ri-simmetrizzazione dei rispettivi ordinamenti, soprattutto nei momenti di crisi, ma con intensità diverse: più oscillante la Corte italiana, che con la sentenza 192/2024 apre a una lettura funzionale della differenziazione al servizio dei diritti; più netto il Tribunale spagnolo. Le corti si confermano così un fattore centrale nei processi di (a)simmetrizzazione.
Il saggio è pubblicato in “Percorsi costituzionali”, n. 1/2024, pp. 197-230.
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Fulvio Leonzio – “I livelli metropolitani intermedi dinanzi agli indirizzi europei per le città sostenibili”
Il saggio di Fulvio Leonzio, dottore di ricerca in Diritto europeo all’Università di Bologna, si interroga sul ruolo che gli enti metropolitani intermedi possono svolgere alla luce del crescente interesse dell’Unione europea per la sostenibilità delle città.
La prima parte ricostruisce gli indirizzi europei: pur in assenza di una competenza dell’Unione sulle politiche urbane, l’Agenda urbana europea (Patto di Amsterdam, 2016), la Nuova Carta di Lipsia (2020), la riserva FESR per lo sviluppo urbano sostenibile e la Missione “100 città climaticamente neutre entro il 2030” convergono nel chiedere politiche integrate e multilivello, attente alla dimensione funzionale e sovracomunale delle aree urbane. Il saggio esamina poi le Città metropolitane italiane a dieci anni dalla legge Delrio (l. n. 56/2014), evidenziandone i limiti – subentro automatico alle Province, scarsità di risorse e personale, perimetri poco aderenti alle reali dinamiche metropolitane – ma anche esperienze positive come i Fondi perequativi metropolitani di Bologna e Milano e i Piani Urbani Integrati del PNRR. Analizza quindi la Spagna, dove l’Área Metropolitana de Barcelona rappresenta l’unica eccezione di ente metropolitano a fini generali.
L’autore conclude che in entrambi i Paesi servono interventi del legislatore statale su perimetri, risorse e forma di governo, e che gli indirizzi europei possono offrire agli enti metropolitani lo spazio per affermarsi come livello di coordinamento delle politiche per lo sviluppo sostenibile.
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Le premiazioni




